Sulle ali della Fantasia...
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Pasta: quale scegliere a dieta?

Last Update: 10/16/2013 9:45 PM
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2/28/2013 1:19 PM
 
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melarossa.it
Pasta e dieta sono due sostantivi che non sembrano andare d'accordo. I primi alimenti che di solito eliminiamo dalla nostra alimentazione infatti sono dolci, pane e pasta, anche se alcuni regimi alimentari – compresa la dieta Melarossa - prevedono dei quantitativi ridotti di pasta. In commercio ne esistono di vari tipi però, oltre alla versione “classica” di grano duro. Cerchiamo di capire le caratteristiche delle varianti e quale pasta è più adatta a chi sta a dieta, anche con l’aiuto del nostro nutrizionista, il Dottor Luca Piretta (SISA – Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione).






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- Prendi un piatto e tiralo a terra.
- Fatto.
- Si è rotto?
- Si.
- Adesso chiedigli scusa.
- Scusa.
- È tornato come prima?
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- Adesso capisci?



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La pasta integrale
Partendo dal presupposto, che abbiamo ripetuto in diversi articoli, che non esistono alimenti che fanno dimagrire, comunque possiamo affermare che la pasta integrale è migliore della pasta tradizionale di grano duro per quanti stanno seguendo una dieta, sia perché ricca di fibre e con minore indice glicemico, ma anche perché rende sazi con minori quantità e pertanto non porta a mangiarne porzioni esagerate. La versione integrale proviene dal chicco completo del grano, ancora puro, non privato cioè della crusca e del germe, garantendo alla pasta integrale delle proprietà decisamente nutrienti: il germe possiede acidi grassi essenziali ed antiossidanti, mentre la crusca offre molti sali minerali. Queste caratteristiche hanno un influsso molto positivo sul nostro intestino e sono utilissime per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. È comunque da evitare il suo consumo tutti i giorni, perché come ogni alimento integrale anche la pasta contiene acido fitico, che limita l’assimilazione di alcuni nutrienti come il calcio, il ferro, il rame e lo zinco. Dato che la semola utilizzata per la pasta integrale non è stata privata dei suoi strati più esterni, sarebbe meglio utilizzare quella proveniente da colture biologiche per evitare che possa accidentalmente contenere inquinanti ambientali. Il condimento ideale? Verdure crude e olio crudo, o verdure saltate in padella e condite a crudo, sugo semplice al pomodoro o dei legumi.






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La pasta di soia
Per quanto riguarda la pasta di soia, diciamo subito che, a differenza delle farine da cereali, non contiene glutine, quindi può essere una valida alternativa per i celiaci. L'unica avvertenza durante la preparazione delle ricette consiste nell'abbassare la temperatura di cottura (rispetto a quanto si farebbe con l'impiego di farine di cereali) in quanto la farina di soia tende maggiormente a imbrunire. Per quanto riguarda il suo utilizzo durante una dieta, la posizione più ragionevole consiste nel considerare la soia un valido alimento alternativo, da far convivere con tutti gli altri nella propria dieta.
Per capirne meglio le proprietà, partiamo dalla materia prima. La soia è una pianta erbacea proveniente dalla Cina e dal Giappone, molto diffusa e coltivata per il foraggio e per l'estrazione dell'olio, dall’elevato contenuto proteico (oltre il 35% contro il 20-25% delle altre leguminose) e lipidico (il 18%) contro, rispettivamente, il 20% (proteine) e il 2% (grassi) di fagioli, ceci e lenticchie. Vi sono due varietà di soia: la soia gialla (la più commercializzata) e la soia nera (che invece viene consumata soprattutto sul luogo di produzione). I principali produttori mondiali sono gli Stati Uniti, la Cina, l'India, l'Argentina e l'Italia.
La soia contiene gli isoflavonoidi ai quali è riconosciuta un'azione anti colesterolo e di supporto alla produzione ormonale femminile. Grazie all'apporto notevole di lipidi, la soia produce derivati non solo proteici, ma anche con notevole componente di grassi, venendo a sostituire alimenti come il formaggio o l'olio. Inoltre la presenza di fitoestrogeni (estrogeni di origine vegetale) agisce come sostituto degli estrogeni naturali in situazioni di carenza, come la menopausa, contrastando l'insorgere dell'osteoporosi, la cui causa principale è appunto la riduzione della produzione degli estrogeni da parte del corpo femminile. Secondo uno studio dell'Università di Bologna, 60 grammi di proteine di soia sono la dose giornaliera necessaria per contrastare i sintomi più fastidiosi della menopausa, causati appunto dalla caduta di produzione di ormoni sessuali femminili. L'integrazione di fitoestrogeni diminuisce anche la probabilità di cancro al seno, la cui frequenza nelle donne asiatiche è decisamente inferiore a quella delle donne europee. La soia è però un alimento interessante anche per l'uomo, in quanto alcuni studi hanno documentato una connessione tra una dieta ricca di proteine di origine vegetale derivante dalla soia e un basso rischio di contrarre il cancro al colon e alla prostata, due delle cause più diffuse di mortalità tra gli uomini.
Come alimento è inoltre importante per gli effetti benefici nella riduzione del colesterolo, nonché come fonte di proteine nell'alimentazione vegetariana. Sicuramente la soia è un ottimo alimento, ma non può essere usato come sostituto universale al posto del latte (latte di soia) o della carne (hamburger vegetali). Non è sovrapponibile perfettamente con i corrispondenti alimenti animali e un eccessivo consumo di soia rende difficoltoso l'assorbimento di micronutrienti come lo zinco. Inoltre è del tutto ingiustificata la sostituzione dell'olio d'oliva con quello di soia. Esiste anche una pasta arricchita al germe di soia che studi recenti hanno dimostrato essere molto utile per i diabetici.






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2/28/2013 1:20 PM
 
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La pasta di riso
La pasta di riso è un’altra alternativa gustosa e salutare alla normale pasta di grano duro soprattutto per chi, come i celiaci, deve attenersi ad una dieta priva di glutine. Inoltre, il suo apporto calorico è leggermente più basso rispetto alla pasta di semola (336 cal vs 353 cal) ma dà un maggior senso di sazietà: il riso, infatti, assorbe più acqua del frumento e garantisce quindi una resa maggiore. Devono fare attenzione i diabetici perché ha un indice glicemico maggiore. Questa pasta non ha additivi né conservanti ed è piacevole anche per coloro che, pur potendo mangiare la normale pasta di frumento, soffrono di problemi digestivi. In Italia la pasta di riso è commercializzata - in quasi tutti i formati tipici - dalle ditte produttrici di riso. Esistono, però, anche varietà asiatiche che sono caratterizzate da una lavorazione del riso meno simile a quella tradizionale della nostra pasta. La differenziazione della pasta di riso rispetto a quella normale consiste nella composizione delle sostanze naturali presenti nei semi. La componente che è presente nel frumento, e che rende possibile sia la panificazione che la produzione di pasta, è infatti il glutine. Invece, nel prodotto di riso tale elemento non è presente (e per questo non è assimilato dai celiaci) e l'impasto è interamente fatto di semola di riso.
Isabella Quercia






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3/3/2013 2:41 PM
 
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Io nella mia dieta ho spesso il riso e solo pane integrale, un giorno si e un giorno no la pasta, si può mangiare tranquillamente se la si associa bene agli altri alimenti :)
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10/16/2013 6:31 PM
 
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Nella mia dieta mangio tutti i tipi di pasta..
100g a pranzo






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10/16/2013 6:54 PM
 
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Si infatti non è che faccia ingrassare, sono i condimenti che fanno ingrassare, ma i carboidrati fanno bene perche sono il cibo dei muscoli






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10/16/2013 9:45 PM
 
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In genere o verdure o salsa al pomodoro






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Grazie Della Visita...Torna presto a Trovarci!

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